Continua il nostro progetto Passione Corporate con la seconda immagine di cover in homepage. Ogni quadrimestre la sua realizzazione è affidata di volta in volta a talenti dell’illustrazione, chiamati a interpretare il concetto di “una storia di passione corporate”.

L’autore della seconda cover è Davide Bonazzi, illustratore di base a Torino, con una carriera proiettata all’estero grazie a collaborazioni italiane e internazionali d’alto livello quali The New York Times, The Wall Street Journal, The Washington Post, Wired, The Economist, Harvard, Die Zeit, Le Parisien, Einaudi e molti altri.

Lo stile elegante ed enigmatico di Bonazzi si presta a mostrare il lato inaspettato di scenari quotidiani, che diventano surreali e poetici rivelando significati profondi.

Le sue illustrazioni veicolano in modo originale concetti complessi, pienamente adatti anche alla comunicazione corporate e istituzionale. Abbiamo colto l’occasione per fargli qualche domanda.


Come hai interpretato il concetto astratto di “una storia di passione corporate”?

Quando sentiamo la parola "corporate" spesso viene in mente un mondo freddo, fatto di numeri e bilanci, o di meri interessi aziendali. Mettere passione nella comunicazione corporate significa andare oltre questo stereotipo. Così ho pensato al contrasto tra un buio paesaggio autostradale, un non-luogo per eccellenza e uno spazio pubblicitario in cui è rappresentato uno scenario del tutto diverso, naturale e luminoso; come se fosse la stessa comunicazione a tracciare la strada verso nuove prospettive. La grande figura femminile che aiuta i piccoli personaggi a entrare nel nuovo orizzonte rinforza il messaggio di passione e cooperazione.

Quali sono le principali differenze tra il mercato italiano e quello americano?

Il mercato americano tiene in grandissima considerazione l'illustrazione e la comunicazione visiva in generale, si affida volentieri ad esse per strutturare progetti editoriali e campagne di grande importanza. Negli USA il mondo dell'illustrazione è quindi perfettamente inserito in un sistema produttivo dinamico e vivace, basti vedere la quantità di agenzie, associazioni, concorsi, piattaforme, pubblicazioni di settore. L'Italia si sta timidamente avvicinando a questo modello, ha fatto passi avanti in anni recenti, anche se molto rimane da fare. Un altro aspetto che rende il modello americano vincente è l'entusiasmo, la gentilezza, le motivazioni che i clienti trasmettono agli illustratori. Sembra un dettaglio, ma questa cura dei rapporti interpersonali rende anche il duro lavoro molto più facile e gratificante.

Le tue illustrazioni tendono al concettuale, qual è il tuo processo di analisi?

Il mio processo parte sempre da un esame attento del brief, del testo, devo capirlo e metabolizzarlo bene se voglio imboccare la strada giusta. Dopodiché passo alla fase di braistorming, in cui prendo la penna bic e riverso su un foglio di carta tutto quello che mi passa per la testa sull'argomento: parole, pensieri, metafore, scarabocchi, possibili idee e soluzioni da evitare. L'intuizione spesso arriva dall'unire tutti questi puntini, come farebbe un detective che deve raccogliere indizi e seguire una pista. Quando capisco di avere trovato degli spunti interessanti passo a disegnarli in digitale, per vedere se possono funzionare con il mio stile. Qui inizia la fase artistica del lavoro, che mi porterà a finalizzare l'illustrazione a colori; una fase radicalmente diversa dalla prima, meno razionale e più pratica, in cui le maggiori preoccupazioni sono di ordine estetico.

Sei riuscito a spaziare fra i settori editoriale, pubblicitario e istituzionale, secondo te qual è l’apporto maggiore che l’illustrazione può offrire in questi ambiti?

Credo che l'illustrazione comunichi a un livello più diretto e profondo con lo spettatore rispetto ad altri linguaggi. Un'immagine disegnata è immediata, fresca, cattura l'attenzione ma soprattutto può creare un forte legame di empatia con chi la guarda, soprattutto se alla bellezza formale unisce un messaggio forte e chiaro. Mi sorprende sempre vedere come tante persone, anche non "addette ai lavori", magari di diverse nazionalità ed estrazioni sociali, siano attratte dalle illustrazioni ed entrino immediatamente in sintonia con esse. Questo è il potenziale dell'illustrazione, e si può applicare in tutti gli ambiti sopra menzionati. Ogni volta che l'oggetto da raccontare non è un mero fatto o prodotto ma l'emozione collegata ad esso, ecco che l'illustrazione può fare la sua parte.

Continuate a seguirci per scoprire la prossima cover in occasione della stagione estiva e conoscere altri talenti dell’illustrazione.